mercoledì 2 marzo 2016

Il particolare non cattolico




Editoriale di “Radicati nella fede”
Anno IX n. 3 - Marzo 2016


C’è un’attitudine del cattolicesimo modernizzato che non è cattolica e che porta, se praticata, ad uno snaturamento del cattolicesimo stesso. Si tratta della valorizzazione del particolare. Si prende un aspetto del Vangelo, un aspetto del cristianesimo, quello che piace, e lo si fa diventare la chiave di interpretazione di tutto.

Così ha fatto anche il demonio nel deserto, quando ha tentato Nostro Signore utilizzando le Scritture in un particolare (Mt 4,1-11): «Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane».
«Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede».

Il demonio fa così anche con gli uomini, fa così anche con te, ti dice una parte e con quella parte ti spinge a non servire Dio.
È questa la forma più subdola della tentazione, ed è la modalità più ricorrente oggi.
Molti ci sono cascati e ci cascano nella Chiesa.

E ciò che è ancora più grave è che fanno diventare il particolare, valorizzato e sottolineato, chiave interpretativa di tutta la vita cristiana.

Tentiamo alcuni semplici esempi: difronte ai credenti di altre religioni si dice “anche loro credono in Dio”, ma si dimentica di ricordare che devono accogliere il Dio rivelatosi in Gesù Cristo e che non possono fermarsi ad una falsa rivelazione. Così, difronte ai cosiddetti “fratelli separati”, ai protestanti di tutte le diverse confessioni, si dice “anche loro credono in Cristo e hanno il battesimo”, ma si tace sul fatto che, avendo menomato brutalmente il Vangelo e la dottrina sulla grazia e i sacramenti, questi hanno perso l’unione di santità al Signore che salva, e che l’affermare a parole Gesù Cristo non basta per la salvezza, se poi rifiutano il modo con cui Cristo ha scelto di salvarli. Con gli agnostici poi, con i mezzi-atei, si arriva fino al patetico: “abbiamo in comune il rispetto per l’uomo e il desiderio per una società più giusta”, arrivando fino a rinnegare tutto il Vangelo, dimenticando quelle lapidarie parole di Nostro Signore “Senza di me non potete fare nulla” (Gv 15,5).

È una falsa pedagogia quella che si produce con la valorizzazione del particolare; possiamo dirlo, è demoniaca, e il demonio è padre della menzogna.
Una falsa pedagogia, per di più illusoria, quella di chi pensa che, valorizzando il briciolo di verità presente in chi non dimora nella piena verità della rivelazione, si favorisca il ritorno o il giungere alla piena verità di tutti.

Avviene invece esattamente il contrario: a furia di valorizzare elegantemente il particolare di chi è ancora nell’errore, si finisce per trasformarsi in chi si voleva riavvicinare: è il dramma della chiesa degli anni conciliari.
Abbiamo così oggi i cattolici protestantizzati o tendenti al protestantesimo; abbiamo poi i cattolici tendenti alla religione naturale; e abbiamo, e quanti sono!, i cattolici orizzontali, impegnati nella promozione sociale vista come l’unico messianismo possibile. Abbiamo queste tre categorie, a seconda del dialogo intrapreso: con i fratelli separati, con i credenti di altre religioni, o con gli agnostici alla moda.

È l’effetto boomerang del dialogo eretto a sistema! Non sei tu che riavvicini al cattolicesimo, sei tu invece, cattolico dialogante, che ti trasformi nel tuo interlocutore.
Ma Gesù nel deserto non ci ha insegnato il dialogo, afferma la verità tutta intera rifiutando il particolare: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio»; e ancora: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo».
«Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto».

L’attitudine cattolica, la sola, non è la valorizzazione del particolare, ma il dire sempre tutta la verità rivelata, senza lasciarne fuori nemmeno un pezzetto, perché è il tutto che dice la verità del particolare e la dice nelle sue proporzioni.

Cattolico vuol dire universale, e l’universale domanda il tutto! tutta la verità!
La messa cattolica e la sua sciagurata riforma è stata il terreno di scontro di queste due attitudini presenti nel cattolicesimo. Si è pensato, da parte dei riformatori, di insistere su particolari della messa, per riavvicinare soprattutto il mondo protestante. Risultato: una dilagante perdita del senso cattolico della messa e conseguentemente della vita.

La Messa e la sua riforma è diventato il terreno di coltura di questi accenti particolari che allontanano dall’unità cattolica.
Cosa ne è conseguito? Un vero disastro! La diminuzione se non la perdita del senso del sacerdozio cattolico – lo svuotamento di senso della vita consacrata – la più grande crisi della famiglia mai conosciuta.

Occorre tornare al tutto, unica chiave ermeneutica adeguata: nel tutto il particolare è vero, il particolare non dice il vero da solo.

Tra l’altro il magistero del Papa e dei Vescovi c’è per questo, per ricordare il tutto, perché per il particolare, per cadere nel particolare, siamo ahimè buoni tutti!

Ogni affermazione nella Chiesa ha valore se riafferma il tutto, se non lascia nulla fuori della Rivelazione; altrimenti è moda del momento. Se affermazioni dei Pastori della Chiesa lasciano fuori qualcosa, non sono Magistero e non vanno ascoltate, perché prive di autorità.
È così semplice, ma occorre essere semplici per capirlo. Per questo Gesù dice: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te» (Mt 11,25-26).


Fonte: Radicati nella fede, 29.2.2016






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