lunedì 5 novembre 2012

La benedizione del Papa ai fedeli del motu proprio






di Andrea Tornielli

Erano più di duemila i fedeli legati all’antico rito che sabato scorso hanno partecipato alla messa in San Pietro celebrata con il messale del 1962 dal cardinale Antonio Cañizares Llovera.

Il pellegrinaggio «Una cum Papa nostro» è un’iniziativa per l’Anno della Fede e per ringraziare Ratzinger a cinque anni di distanza dall’entrata in vigore del motu proprio «Summorum Pontificum» che nel 2007 ha liberalizzato la messa antica.

Anche «L’Osservatore Romano» di questo pomeriggio ricorda che Benedetto XVI, attraverso il Segretario di Stato Tarcisio Bertone, ha deciso di far pervenire un messaggio con la sua benedizione apostolica inviando il «suo cordiale saluto a tutti i partecipanti, assicurandoli della sua fervente preghiera».

Il messaggio, che è stato letto in francese e in italiano, non era affatto scontato: fino all’ultimo gli stessi organizzatori del pellegrinaggio non sapevano se sarebbe arrivato e un noto sito web cattolico molto vicino alla Santa Sede aveva di fatto sconsigliato il Papa dal manifestare la sua vicinanza ai pellegrini del motu proprio perché «un messaggio sarebbe un gesto che rischia di essere frainteso dalla maggioranza dei fedeli del mondo» che «potrebbe trasformarsi agli occhi di molti fedeli come un volgersi indietro».

«È cosa buona — si legge nel messaggio papale a firma di Bertone — conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa e dar loro il giusto spazio, riconoscendo tuttavia pienamente il valore e la santità della forma ordinaria del rito romano».

«Attraverso questo motu proprio – continua il messaggio – il Santo Padre ha voluto rispondere all’attesa dei fedeli legati alle forme liturgiche anteriori» al concilio Vaticano II. Nell’Anno della fede «promulgato mentre la Chiesa celebra il 50° anniversario del Concilio Vaticano II — conclude — il Santo Padre invita tutti i fedeli a manifestare in modo particolare la loro unità nella fede; così essi saranno artefici efficaci della nuova evangelizzazione».

La Stampa   5 novembre 2012


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