sabato 2 giugno 2012

Il Papa ribadisce il valore del celibato



Incontrando i religiosi e le religiose nel Duomo di Milano, Benedetto XVI ha ricordato: la verginità è segno della donazione totale a Dio


Il Papa in Duomo

Il Papa in Duomo




















di Andrea Tornielli
È uno di quei temi ricorrenti nel dibattito all’interno del mondo clericale: alla mancanza di sacerdoti, di fronte al calo delle vocazioni, bisogna rispondere abolendo l’obbligo del celibato sacerdotale? Papa Ratzinger, dal Duomo di Milano dove questa mattina ha iniziato la sua seconda giornata della visita, ha ribadito il valore del celibato e della verginità consacrata, che alcuni movimenti del dissenso – come ad esempio la Pfarrer-Iniziative dei parroci austriaci – vorrebbero mettere in discussione.


Accolto da una cattedrale gremita di suore, religiosi e preti, alla presenza di molti cardinali che hanno raggiunto Milano nelle ultime ore da vari Paesi del mondo, Benedetto XVI ha pregato l’Ora Terza secondo la liturgia ambrosiana. Nel suo saluto iniziale, il cardinale Angelo Scola ha ricordato l’impegno della nuova evangelizzazione e ha detto che nei primi mesi del suo episcopato ambrosiano è già venuto a conoscenza di decine e decine di esempi di santità nel clero della sua diocesi.


Nella sua omelia, il Papa ha detto che «la preghiera quotidiana della liturgia delle Ore costituisce un compito essenziale» per i sacerdoti, prolungando il mistero eucaristico. Benedetto XVI ha quindi indicato, con le parole del Concilio, il principio e la fonte dell’unità della vita dei preti. «Non c’è opposizione tra il bene della persona del sacerdote – ha detto il Papa – e la sua missione; anzi, la carità pastorale è elemento unificante di vita che parte da un rapporto sempre più intimo con Cristo nella preghiera per vivere il dono totale di se stessi per il gregge».


Il «segno luminoso di questa carità pastorale e di un cuore indiviso – ha continuato Ratzinger – sono il celibato sacerdotale e la verginità consacrata». L’amore di Gesù, ha aggiunto «acquista un significato singolare per il sacerdote celibe e per chi ha risposto alla vocazione alla vita consacrata: solo e sempre in Cristo si trova la sorgente e il modello per ripetere quotidianamente il “sì” alla volontà di Dio».


Prima di concludere la preghiera con una visita alla cripta del Duomo, il Papa ha voluto ricordare «le schiere di sacerdoti ambrosiani, di religiosi e religiose che hanno speso le loro energie al servizio del Vangelo, giungendo talvolta fino al supremo sacrificio della vita», come i beati sacerdoti Luigi Talamoni, Luigi Biraghi, Luigi Monza, Carlo Gnocchi, Serafino Morazzone; i Beati religiosi Giovanni Mazzucconi, Luigi Monti e Clemente Vismara, e le religiose Maria Anna Sala ed Enrichetta Alfieri.






Vatican Insider  2 giugno 2012

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